Costi della politica, Vallagarina e accorpamento dei comuni

E’ difficile oggi parlare di riduzione dei costi della politica senza incorrere nel rischio di fare della demagogia spiccia. Per questo anziché parlare di riduzione degli stipendi, delle indennità e sui privilegi che di parlamentari, senatori o consiglieri regionali o provinciali che certamente rappresentano un elemento su cui intervenire, vorrei cercare di rilanciare in chiave locale il dibattito sulla riduzione del numero dei comuni.
Il Comune rappresenta il livello istituzionale più vicino ai cittadini.

Ma un Comune in realtà e’ ben più di questo. Rappresenta identità, storia, tradizioni, legami territoriali e tanto altro. In linea di principio un numero elevato di comuni come quello italiano dovrebbe garantire un’espressione ed una valorizzazione efficace delle specificità locali. Purtroppo in realtà più i comuni sono numerosi, tanto più la dimensione si fa più piccola e tanto meno sono le possibilità dell’istituzione di garantire servizi efficienti e possibilità di sviluppo alla la comunità. Ma e’ la centralità stessa di questo istituto rispetto al cittadino che e’ cambiata: infatti mentre in passato la vita di un cittadino si concentrava sul comune di residenza, oggi non e’ più così. Le cose sono molto più liquide, per necessità legate al lavoro, allo studio, a bisogni di servizio specifici o semplicemente legate allo svago ogni cittadino si sposta in un’area di riferimento molto più ampia di quella del comune di residenza.

Ecco quindi che nel mutato quadro di riferimento per esigenze legate all’efficienza, a costi ma anche legati alla dimensione sociale stessa nasce l’esigenza di ragionare su un’area più vasta del singolo comune.

In Trentino la recente riforma istituzionale ha introdotto le Comunità di valle. Questo nuovo istituto risponde alla necessità di promuovere la collaborazione tra i comuni per incardinare l’erogazione dei servizi e gli strumenti di programmazione e sviluppo su di un territorio più vasto. Purtroppo, spesso per eccessivo localismo e miopia della classe dirigente, la Comunità di Valle fatica ad essere riconosciuta come strumento di sintesi e viene invece vissuta come un elemento di disturbo in competizioni con il livello comunale.

Ritornando al tema di riferimento e’ chiaro che l’introduzione di questo nuovo istituto non risolve ed anzi amplifica (quantomeno a livello di percezione) la questione legata ai costi della politica. Se da una parte si tratta infatti di uno strumento che permette di fare sintesi e’ del tutto evidente che in ogni caso rappresenta un nuovo livello istituzionale. E’ quindi fondamentale rilanciare il dibattito sui possibili risparmi che si possono ottenere sul livello istituzionale dei comuni, in particolare sulla diminuzione del costo dei consigli comunali. Ecco perché e’ importante nel quadro attuale, ragionare sull’accorpamento dei comuni. Nel valutare la fattibilità di un iniziativa di questo tipo e’ sicuramente importante prendere a riferimento le cifre ed i risparmi diretti derivati, ma e’ altrettanto importante interrogarsi sull’opportunita’ cogliere l’occasione per mettere un freno alla crescita ipertrofica del sistema politico italiano. Azzarderei a sostenere che il secondo punto e’ prioritario rispetto alla questione spiccia dei risparmi.

Non volendo ragionare in modo astratto prendo ad esempio la Comunità di valle della Vallagarina. La Comunità di valle della Vallagarina è composta da 17 comuni per un totale di circa 90.000 persone: Ala, Avio, Brentonico, Mori, Ronzo-Chienis, Besenello, Calliano, Villa Lagarina, Nogaredo, Nomi, Pomarolo, Volano, Rovereto, Terragnolo, Isera, Trambileno eVallarsa.
Personalmente in Vallagarina sarei per una riorganizzazione profonda del livello istituzionale su tre macro comuni: i quattro vicariati (Ala-Avio-Brentonico-Mori-Ronzo-Chienis), l’alta vallagarina (Besenello-Calliano-Villa Lagarina-Nogaredo-Nomi-Pomarolo-Volano) e Rovereto (Rovereto-Terragnolo-Isera-Trambileno-Vallarsa).
Questa distribuzione avrebbe almeno tre vantaggi:

  • porterebbe alla costituzione di realtà comunali sufficientemente omogenee in termini di territorio, problematiche, opportunità di sviluppo e dimensioni (27.000, 41.000 e 12.000 abitanti);
  • aiuterebbe a contenere in modo strutturale i costi e l’ipertrofia della politica senza sacrificare eccessivamente il necessario bisogno di rappresentanza delle comunità locali;
  • permetterebbe di rafforzare l’istituto della Comunità di valle garantendo rapporti più equilibrati tra le realtà che la compongono. La particolarità della Comunità di valle della Vallagarina e’ che Rovereto da solo conta circa la metà di tutta la popolazione lagarina e questo in qualche modo compromette la relazione tra Rovereto e gli altri territori anche nell’ambito della comunità di valle;

Certo non e’ detto che la forma di aggregazione dei comuni individuata sia la scelta migliore e quella da perseguire. Sono possibili forme di aggregazione diverse: dall’accorpamento in un unico comune di valle, a forme di aggregazione intermedia che ad esempio si pongano l’obiettivo di dimezzare i comuni lagarini (Ala–Avio, Volano-Calliano-Besenello, e cosi’ via).

Al di là della soluzione finale e’ importante che partiti, liste civiche, società civile, organizzazioni di categoria e cittadini inizino a ragionare e confrontarsi sull’opportunità di rinunciare ad alcuni vantaggi e dei privilegi derivanti dalle piccole dimensioni dei comuni lagarini a favore dei necessari risparmi, del recupero dell’efficienza che i tempi attuali ci richiedono e di un rinnovo della politica locale.

Non e’ quindi solo una questione di costi. E’ chiaro che i risparmi che si possono ricavare non sono così rilevanti (anche se si parla sempre di alcuni milioni di euro a legislatura). E’ però importante iniziare a ragionare dell’ipertrofia della politica, del suo costo e del suo impatto sulla società e su come mettere in pratica alcune azioni concrete promosse dal basso che permettano di mettere mano al problema.

30 Maggio 2011, il circolo PD di Ala verso il rinnovo degli organi: un’occasione per “guardare avanti!”

In molti nei mesi scorsi mi hanno chiesto se al prossimo congresso del Circolo PD di Ala intendevo portare una mia proposta. La risposta è no. Ho fatto una scelta molto chiara, sono uscito dal partito con delle motivazioni forti e non ha senso ora metterle in discussione. Come ho detto al Segretario Nicoletti mi sono reso conto che vogliamo cose diverse “Io voglio far parte di un progetto che ha l’obiettivo di cambiare il Trentino (e il mondo), mentre il PD si accontenta di governare il territorio”.

Questo non significa che non voglia impegnarmi per la mia comunita’, le cose da fare in realtà non mancano.

Nel locale sto seguendo insieme all’amministrazione comunale l’iniziativa Ala Green Town. Più che di un progetto si tratta della condivisione di una visione, una sfida che vogliamo lanciare alla comunità alense ma anche trentina. Si parte dal concetto che per fare crescere un modello di sviluppo sostenibile, al di la degli incentivi, dobbiamo prima di tutto promuovere la diffusione di una cultura della sostenibilità. In questo senso le amministrazioni locali possono fare molto perché sono quelle più vicine ai cittadini. Sostenibilità energetica, ambientale, sociale e politica, sono i temi e le sfide su cui vogliamo confrontarci. L’obiettivo è quello di immaginare un ruolo su queste tematiche per Ala nel contesto provinciale. Un atto concreto per iniziare a cambiare il mondo partendo dal nostro “paesello” ;)

A livello provinciale invece mi sto impegnando nella Costituente Ecologista. Un movimento che ha l’obiettivo di costituire un progetto politico ecologista e civico che vuole fare sintesi tra le diverse proposte del mondo ambientalista per proporre un agenda politica per un diverso modello di sviluppo. La cosa è agli inizi, ma sta procedendo bene e a breve dovremmo essere in grado di promuovere l’iniziativa sul territorio trentino. Vengo da un fine settimana inteso a Roma dove si sono poste le basi per elaborare una proposta programmatica di vera alternativa. Si tratta di un progetto con tempi lunghi e obiettivi importanti, vedremo come le cose si svilupperanno.

Tornando al congresso, rimane il fatto che è una cosa importante. Per come la vedo io, ma già ho avuto modo di dirlo in passato, e’ fondamentale che energie nuove prendano in mano questo circolo e ne facciano davvero il partito politico che molti si aspettano. Ne ha bisogno la politica alense. Ad Ala serve un Partito Democratico forte, capace di accettare le sfide che la complessità del nostro tempo e del nostro territorio pongono. Un PD capace di pensare globale ed agire locale. Un PD in grado di mettere in relazione il nostro comune con i comuni vicini in un’ottica di territorio esteso e di Comunità di Valle. Un PD in grado di proporre un progetto di futuro e di collocare il nostro comune in un quadro trentino. Un PD capace di aggregare le diverse forze del territorio ed esserne vera guida politica. Un PD capace di superare i problemi che vengono dal passato.

Per questo è importante che i democratici alensi partecipino in massa al prossimo congresso del 30 Maggio e si mettano in gioco per prendere in mano il circolo. Avete la responsabilità di costruire il PD che volete, non fuggitela!

Chiudo augurando a tutti un buon lavoro.

Michele Trainotti

Democrazia e’ partecipazione: votiamo ai referendum del 12 e 13 Giugno

12-13 Giugno 2011

VOTA SI’

AI REFERENDUM
PER L’ACQUA BENE COMUNE E CONTRO IL NUCLEARE

FINO A PROVA CONTRARIA

TUTTI E TUTTE AL VOTO: TANTE GOCCE FARANNO UN OCEANO DI SI’ Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia

Estratto da mail del Comitato Referendario Roma 16 2 Sì per l’acqua bene comune: roma16.benicomuni@tiscali.it

Lascio il PD!

Cari amici, cari compagni, cari democratici,

alla fine il tempo delle scelte e’ arrivato: lascio il PD.

Su questo stesso blog un po’ di tempo fa ho aperto un breve articolo con questa frase “Winston Churchill diceva che ci sono due tipi di uomini: quelli che cambiano idea per amore del loro partito e quelli che cambiano partito per amore delle proprie idee. Io voglio credere che ci sia spazio anche per chi con la forza delle idee e delle proposte riesce a cambiare il proprio partito”. Purtroppo mio malgrado mi rendo conto che la terza via che auspicavo nel PD non e’ percorribile, quindi prendo atto che il mio percorso nel partito e’ finito.

Ho dedicato a questo progetto due anni e mezzo della mia vita, ed e’ stato difficilissimo prendere questa decisione, ma esiste un limite al numero di compromessi che si possono accettare, e questo limite e’ passato da un po’.

Trovo che la tensione al coinvolgimento e alla partecipazione dei cittadini, la volontà di superare gli schemi e le logiche della politica da seconda repubblica, la spinta al rinnovamento, la volontà vera di elaborare una sintesi condivisa partendo da un contributo di idee e posizioni diverse abbiano subito una battuta d’arresto. Un muro di gomma impedisce di fatto di attivare discussioni politiche significative, impedisce di affrontare temi importanti. Il PD poteva essere il partito del confronto, dell’innovazione e soprattutto dei cittadini. Semplicemente non lo e’ diventato.

Anche se a malincuore lascio il PD, non ho intenzione di rinunciare a portare avanti le mie idee e le mie proposte.

Rimango convinto del fatto che sia fondamentale proporre un’alternativa culturale a questo modello di società che sempre più mostra i sui limiti (crisi economica, guerre di sapore neo coloniale, disastri ambientali ricorrenti, disuguaglianza sociale, …). Di fatto per come la vedo io la stagione del benessere a poco prezzo e’ finita e adesso ci viene presentato il conto. Sono convinto che sempre più cittadini siano disposti ad interrogarsi per capire se esiste un’alternativa praticabile alla deriva del nulla attuale. La sfida e’ quella di garantire ad ogni cittadino la possibilità e la responsabilità di incidere sulla società con i propri comportamenti e le proprie scelte.

Su queste basi mi sono avvicinato alla Costituente Ecologista (http://www.costituentecologista.it/), un movimento che ha l’obiettivo di promuovere la formazione di una nuova forza politica ecologista, civica e democratica attraverso un processo fortemente partecipato. Il percorso e le proposte che già ci sono vanno nella direzione giusta, pongono cioè in modo forte la necessità di mettere in discussione il modello di sviluppo attuale e di costruire le condizioni per guardare oltre l’oggi. Per questo ho aderito in modo convito a questo ambizioso progetto con l’obiettivo di contribuire con proposte ed idee.

Michele Trainotti

Ala Green Town: cultura dello sviluppo sostenibile

“L’attenzione ai temi ambientali, le problematiche legate al lavoro e alla sostenibilità del nostro modello di sviluppo sono questioni su cui sia come amministratori che come cittadini dobbiamo interrogarci per capire quale possa essere il contributo che possiamo portare […]” (il Sindaco Luigino Peroni)


E’ un piacere invitarvi giovedi 10 Febbraio alle 20 e 30 presso il centro sociale Zendri di via Soini all’incontro “Ala Green Town, cultura dello sviluppo sostenibile” promosso  dall’amministrazione comunale.

Lo sviluppo dell’economia legata al costruire sostenibile ed alle energie rinnovabili rappresenta una sfida importante per il Trentino e per la Vallagarina in esso. Lo sviluppo legato all’economia verde può però prendere piede solo se cresce e si rafforza una cultura legata alla sostenibilità diffusa nella società trentina.
In questo contesto si apre per Ala la possibilità di giocare un ruolo importante in Vallagarina ed in Trentino.


L’incontro, di cui saro’ il moderatore,  vuole essere un occasione per riflettere e confrontarsi sul tema della sostenibilità e per promuovere un ruolo centrale della nostra cittadina su questo tema in chiave provinciale.
All’iniziativa parteciperanno in qualità di relatore: Alessandro Olivi (Assessore provinciale Industria, Artigianato e Turismo), Gianluca Salvatori (Presidente di Manifattura Domani), Gianni Lazzari (AD Habitech), Aida Ruffini (Presidente I.T.E.A.) e Luigino Peroni (Sindaco di Ala).

Vi aspetto per ragionare e confrontarci sul tema.
Un caro saluto,
Michele Trainotti

Sit-In silenzioso per SABATO 29 GENNAIO

Pubblico volentieri quest’ iniziativa di mobilitazione organizzata dalla societa’ civile in risposta al clima di degrado etico e morale di cui danno prova il Presidente del Consiglio e i sui compagni della maggiornanza di governo che pretendono di difendere l’indifendibile.

E’ ORA DI DIRE ADESSO BASTA!

 

“I cittadini cui sono affidate funzioni pubblichehanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore” (art.54 Costituzione).

Sentiamo la necessità di  testimoniare la nostra distanza, da chi calpesta sistematicamente la dignità delle donne e disonora le istituzioni. La rappresentazione attuale della nostra società, ridotta alla stregua di un mercato in cui si scambiano diritti con denaro, sesso con potere, società che ha perso il suo centro di gravità, vittima di un’erosione dei diritti e della dignità umana, malata di apatia e indifferenza, deve finire.Noi non ci riconosciamo in questa rappresentazione e vogliamo sottolineare che esiste ben altro e che questo “altro” è fatto da milioni di  donne e uomini che lavorano e che valgono per il loro impegno quotidiano, per la loro serietà e la loro competenza, messa a disposizione giorno dopo giorno per far crescere questo Paese. Quello che manca è la loro valorizzazione.Per affermare il primato della legalità nel pieno rispetto dell’ordinamento democratico e per esprimere il nostro disagio di fronte ai gravi fatti di questi giorni che hanno investito una delle più alte cariche dello Stato,

Tutti i cittadini sono invitati ad un Sit-In silenzioso che si terrà SABATO 29 GENNAIO alle ore 16 davanti al Palazzo del Commissariato del Governo in via 3 novembre – Trento.

Si tratta di una iniziativa nata dalla società civile e dai cittadini attivi, cui hanno aderito anche gruppi, associazioni e realtà più strutturate, ma è aperta a chiunque singolarmente voglia aderirvi.

Prime adesioni: A.d.ele (Associazione donne elettrici), Terziario donna (UCTS), Consigliera di parità, Coordinamento donne acli, Coordinamento donne Trento, COTUSMI Onlus, Osservatorio Cara Città, Gruppo RAAB, Centro Italiano Femminile, PD del Trentino, Caterina Dominici (coordinamento femminile PATT), Giovanna Giugni (IdV del Comune di Trento), Wanda Chiodi (Arci), Assessorato Pari Opportunità.

Ala Green Town

Winston Churchill diceva che ci sono due tipi di uomini: quelli che cambiano idea per amore del loro partito e quelli che cambiano partito per amore delle proprie idee. Io voglio credere che ci sia spazio anche per chi con la forza delle idee e delle proposte riesce cambiare il proprio partito. Ed e’ per dare corpo e gambe a queste idee che nei mesi scorsi mi sono mosso.

Il progetto politico che l’amministrazione Peroni si e’ data e’ molto ambizioso. Gli impegni che ci siamo assunti di riequilibrare i servizi, di riqualificare la macchina amministrativa e soprattutto quello di ricostruire un tessuto sociale impongono che si inizi a ragionare sul ruolo che la nostra cittadina deve assumere a livello sovra comunale.

Per questo non possiamo prescindere dal capire quali sono le linee di indirizzo che il Trentino si e’ dato e ritagliare un ruolo per la nostra cittadina in linea con esse ed in sinergie con il contesto più ampio della Vallagarina e di Rovereto in essa. Il governo provinciale sta puntando molto sull’innovazione, in particolare nell’ambito dello sviluppo sostenibile e delle energie rinnovabili e dell’ICT.

L’innovazione, per essere fattiva, ha bisogno di un ecosistema capace di garantire una ricaduta economica ed uno sviluppo sociale. In questo contesto la Vallagarina può dire molto. Una Vallagarina, laboratorio trentino, che si impegna a sviluppare ed investire nella cultura della sostenibilità (raccolta differenziata, riciclo/riutilizzo, energie rinnovabili, riequilibrio zone artigianali/industriali, mobilità sostenibile, etc.) e che utilizza strumenti e modelli di governance innovativi per avvicinarsi al cittadino e garantire servizi efficaci ed efficienti. Giocando bene questa carta la Vallagarina può tornare ad essere un punto di riferimento in Trentino, ma anche fuori provincia, sia da un punto di vista industriale che culturale.

In questo quadro si apre un possibile ruolo per Ala. Il nostro comune può essere il capofila di quelle amministrazioni che si qualificano per un impegno concreto per promuovere la cultura della sostenibilità. Si tratta di attivare un insieme di iniziative che abbiamo una funzione di leva per favorire la crescita e la diffusione della cultura della sostenibilità.

Insieme al Sindaco Luigino Peroni nei mesi scorsi abbiamo lavorato per verificare la fattibilità di quanto sopra descritto. Per questo abbiamo condiviso un primo insieme di possibili azioni sui cui lavorare, le abbiamo raccolte sotto il cappello di un progetto che abbiamo chiamato Ala Green Town e abbiamo incontrato un primo insieme degli attori del territorio che a diverso titolo si occupano di green economy.

Nei prossimi giorni quanto fatto sara’ messo a disposizione della coalizione di governo comunale che sarà chiamata a dare concretezza e sviluppare ciò che oggi rappresenta solo un’opportunità.

Va da se che mi auguro che il PD ad Ala sappia essere attore primario in questa partita. Molto dipende dal saper interpretare una linea politica aperta che consenta di allargare il consenso su questo progetto anche a quelle forze politiche che a livello sovracomunale concorrono con il PD stesso a governare la Comunità di Valle e la Provincia.

Probabilmente e’ inutile dire che questo implica di abbandonare inutili contrapposizioni figlie di vicende politiche del passato e di guardare al futuro.

Michele Trainotti