Cari amici, cari compagni, cari democratici,
alla fine il tempo delle scelte e’ arrivato: lascio il PD.
Su questo stesso blog un po’ di tempo fa ho aperto un breve articolo con questa frase “Winston Churchill diceva che ci sono due tipi di uomini: quelli che cambiano idea per amore del loro partito e quelli che cambiano partito per amore delle proprie idee. Io voglio credere che ci sia spazio anche per chi con la forza delle idee e delle proposte riesce a cambiare il proprio partito”. Purtroppo mio malgrado mi rendo conto che la terza via che auspicavo nel PD non e’ percorribile, quindi prendo atto che il mio percorso nel partito e’ finito.
Ho dedicato a questo progetto due anni e mezzo della mia vita, ed e’ stato difficilissimo prendere questa decisione, ma esiste un limite al numero di compromessi che si possono accettare, e questo limite e’ passato da un po’.
Trovo che la tensione al coinvolgimento e alla partecipazione dei cittadini, la volontà di superare gli schemi e le logiche della politica da seconda repubblica, la spinta al rinnovamento, la volontà vera di elaborare una sintesi condivisa partendo da un contributo di idee e posizioni diverse abbiano subito una battuta d’arresto. Un muro di gomma impedisce di fatto di attivare discussioni politiche significative, impedisce di affrontare temi importanti. Il PD poteva essere il partito del confronto, dell’innovazione e soprattutto dei cittadini. Semplicemente non lo e’ diventato.
Anche se a malincuore lascio il PD, non ho intenzione di rinunciare a portare avanti le mie idee e le mie proposte.
Rimango convinto del fatto che sia fondamentale proporre un’alternativa culturale a questo modello di società che sempre più mostra i sui limiti (crisi economica, guerre di sapore neo coloniale, disastri ambientali ricorrenti, disuguaglianza sociale, …). Di fatto per come la vedo io la stagione del benessere a poco prezzo e’ finita e adesso ci viene presentato il conto. Sono convinto che sempre più cittadini siano disposti ad interrogarsi per capire se esiste un’alternativa praticabile alla deriva del nulla attuale. La sfida e’ quella di garantire ad ogni cittadino la possibilità e la responsabilità di incidere sulla società con i propri comportamenti e le proprie scelte.
Su queste basi mi sono avvicinato alla Costituente Ecologista (http://www.costituentecologista.it/), un movimento che ha l’obiettivo di promuovere la formazione di una nuova forza politica ecologista, civica e democratica attraverso un processo fortemente partecipato. Il percorso e le proposte che già ci sono vanno nella direzione giusta, pongono cioè in modo forte la necessità di mettere in discussione il modello di sviluppo attuale e di costruire le condizioni per guardare oltre l’oggi. Per questo ho aderito in modo convito a questo ambizioso progetto con l’obiettivo di contribuire con proposte ed idee.
Michele Trainotti
Caro Michele non credo di aver il piacere di conoscerti direttamente. Sappi che comprendo appieno il tuo stato d’animo ancor più delle tue idee e riflessioni. Come te (credo ) sono un membro del Direttivo del Circolo di Rovereto e mi occupo (o meglio mi occupavo) di coordinare il gruppo per le politiche sociali, rimango oggi, dopo varie campagne elettorali (Amministrative, Comunità di Valle) disorientato e avvilito visto le difficoltà di incontrarsi, confrontarsi e ragionare su quegli argomenti tanto importanti. I ragionamenti “politici” e le decisioni hanno altre sedi, fuori dalla sede del PD. Partito che ha vinto, ma che ora fatica a continuare un lavoro/progetto di partecipazione iniziato due anni fa e che oggi non esiste più. Sto anch’io per uscire, sicuramente, dal Direttivo e forse dal partito; mi domando però: ma poi che cosa potrei fare “fuori”, non riesco a trovare riferimenti non tanto in partiti di “sinistra”, ma nelle persone che fanno politica in quell’area politica.
Grazie per la tua testimonianza, un disagio che purtroppo credo sia abbastanza ampio, speriamo che avvenga un cambiamento soprattutto nelle modalità di relazionarsi con la cosiddetta “base”. Giorgio Podetti (PD Rovereto
ciao caro Michele, – ciao anche a giorgio che condivide la tua scelta -
che dirti? hai deciso, ora è tardi passare sul piano del ragionamento.
rispetto la tua decisione, ma non sono daccordo.
l’impostazione, le idee, lo stile che abbiamo cercato di proporre nel partito – mozione Marino, ricordi? – è la più “avanzata”, la più innovatrice, la più riformista, e quindi è la più faticosa da portare aventi. lo sapevamo, e dovevamo – dobbiamo – anche mettere in conto una percentuale di delusioni maggiori di altri. Ma questo non ha impedito di FARE LA NOSTRA PARTE, di provare con il nostro lavoro costante, direi quotidiano, di portare quell’innovazione sui tavoli delle decisioni, e piano-piano, con “pazienza tenace” piccoli risultati si cominciano a vedere.
tra tutto e niente c’è un margine grandissimo, inversamente proporzionale alle nostre aspettative, alla nostra ambizione. hai comunque fatto un buon lavoro, provato a dare stimoli nuovi, mosso e girato la terra per la semina. al momento della semina e dell’annaffiatura sei arrivato stanco, lo posso umanamente capire.
Io continuo.
camminare sul sentiero in salita con te è stato un piacere.
monica ioris
Monica,
diciamo che non sono tanto stanco di arare, seminare e innaffiare quanto piuttosto di togliere il sale che altri notte tempo spargono a piene mani sul campo lavorato
In ogni caso non ho dubbi che se riusciremo a mantenere il confronto sulle piano delle idee, delle proposte e non delle appartenenze non ho dubbi che ci troveremo ancora a camminare spalla a spalla, anche se probabilmente con casacche di colori diversi.
Un saluto,
Michele